Prossima mostra sculturi italiani del Secolo XX

Stiamo preparando la prossima mostra di scultori e scultori italiani del XX secolo. Questa settimana raccogliamo le richieste per i partecipanti che devono essere allegate con fotografie delle opere realizzate di cui verrà scelto il migliore per la mostra.

Ricorda che le foto devono essere di formato A3 a colori o in bianco e nero.

L’evento raccoglierà tutti i tipi di scultura:

  • Scultura di tipo rotondo
  • Scultura di rilievo
  • Scultura in legno, bronzo, ferro, pietra.
  • Sculture mobili

Poiché sappiamo che la scadenza per la consegna dei lavori per questa settimana è un po ‘frettolosa, ti consigliamo di stampare i poster in 24 ore (Impresión de carteles en 24 horas) da una delle aziende leader nel campo della stampa online e, naturalmente, puoi farlo tutto da casa con il tuo computer o dal tuo cellulare.

Ricorda che sei stato invitato a partecipare a questo evento, che può presentare studenti di belle arti, scultori già consacrati, studenti di centri privati e quelli che con la loro formazione, ciò che chiamiamo ispirazione divina sono dedicati all’emozionante mondo della scultura o taglie di pezzi per successiva vendita o donazione.

Evento sponsorizzato da Imprentaonline24

Nei prossimi post mostreremo le opere che vengono presentate dai nostri scultori. E senza altro, dì addio fino al prossimo post.

Gae Aulenti (1927/2012)

Gaetana Aulenti (Palazzolo dello Stella, Udine, 1927 – Milano, 31 ottobre 2012) era un architetto italiano.1
Nel 1954 si laurea alla Facoltà di Architettura del Politecnico di Milano e inizia la sua collaborazione decennale con la redazione della rivista Casabella diretta da Ernesto Nathan Rogers.
Aulenti è una delle poche donne che ha lasciato un segno profondo, a volte controverso, nell’architettura internazionale, così come nello scenario teatrale e nel design industriale. Tra i suoi progetti architettonici più importanti ci sono le riforme di Palazzo Grassi a Venezia e il Musée d’Orsay a Parigi, che ha portato a numerosi incarichi successivi, come il Padiglione d’Italia all’Esposizione Universale di Siviglia 1992 e la riforma del Palazzo Nazionale di Montjuïc ( Barcellona), attuale sede del MNAC.

TECNICA E CONTENUTO

Nelle opere di Pia Ruggiu la visuale è subito catturata dall’elemento compositivo e dalla dominanza timbrica del colore bianco che lo avvolge. Il primo scaturisce da una sorta di combine painting;l’intenzione tecnica che da Antoni Tàpies e da Alberto Burri a Rauschemberg funziona come una delle modalità espressive di più duttile e multiforme impiego e, dunque, facilmente rintracciabile nel variegato strumentario delle avanguardie novecentesche. Così Pia Ruggiu assembla frammenti di stoffa, carta fatta a mano, cotone per arazzi, tela, fogli di giornale messi a macerare, modellati plastici, ottenendo aggettanze, marezzature, panneggiamenti che improvvisi cedono ad intagli profondi o paiono interrotti da esausti sfilacciamenti della tramatura. Gli stucchi, i gessi, la colla e il cemento con i quali l’artista muove la ricerca dei valori

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